Mastoplastica Additiva

Il dott. Campiglio esegue interventi di aumento del seno, mastoplastica additiva, solo presso le più rinomate strutture cliniche specializzate in chirurgia plastica estetica, in sale operatorie attrezzate con moderne e sicure tecnologie e dotate di personale medico infermieristico di elevata professionalità. La clinica di chirurgia plastica estetica è situata nel cuore di Milano, facilmente raggiungibile a piedi o in metropolitana dal centro città.

La mastoplastica additiva è senz’altro l’intervento di chirurgia estetica più richiesto in italia e nel mondo, con questa operazione chirurgica si ottiene un aumento e rimodellamento permanente del seno ed è possibile anche, se presenti, correggere anomalie congenite.

La mastoplastica additiva è l’intervento chirurgico che ha lo scopo di aumentare le dimensioni del seno rimodellandone allo stesso tempo la forma nei casi di insufficiente sviluppo o di riduzione di volume del seno dopo una gravidanza o una drastica dieta.
Può essere monolaterale (ad esempio nelle asimmetrie mammarie) oppure come più spesso avviene bilaterale.

Per effettuare una mastoplastica additiva è necessario utilizzare delle protesi mammarie in silicone che sono dei dispositivi medici autorizzati per questo scopo dal Ministero della Salute. L’effetto di riempimento e rimodellamento è ottenuto collocando tali protesi al di dietro o al davanti del muscolo grande pettorale attraverso una piccola incisione cutanea localizzata a livello del cavo ascellare, dell’areola o del solco sottomammario. L’accesso ombelicale non è più utilizzato in quanto prevedeva il ricorso a protesi mammarie gonfiabili che oggi sono state praticamente abbandonate dalla maggioranza dei chirurghi plastici.

La scelta della protesi mammaria adeguata (ne esistono di varie misure e forme) dipende dal volume e dalla forma del seno di partenza.

La mastoplastica additiva è tra gli interventi chirurgici più richiesti sia in Italia che nel mondo: una statistica recente lo posiziona al secondo posto dopo la liposuzione nella classifica delle operazioni più effettuate ed al primo posto in assoluto per quanto riguarda invece gli interventi chirurgici eseguiti nelle donne.

Candidata ideale

La candidata ideale per una mastoplastica additiva è una donna maggiorenne (dal 2012 l’operazione estetica infatti è vietata per legge in Italia al di sotto dei 18 anni mentre è consentita nei casi in cui si associ a malformazioni congenite come asimmetrie mammarie o mammelle tuberose) che presenta un insufficiente sviluppo (ipoplasia) o uno svuotamento (ipotrofia) delle mammelle (seno) tale da causarle un disagio psicologico. In genere nel primo caso (ipoplasia) si tratta di giovani pazienti in cui per varie ragioni la ghiandola mammaria non si è sviluppata con la pubertà mentre nel secondo caso (ipotrofia) si tratta di donne che in passato hanno avuto un volume mammario adeguato ma che poi si è perso in seguito a gravidanze, allattamenti o dimagrimenti.

Risultati ottenibili e loro durata

I risultati ottenuti con una mastoplastica additiva sono permanenti e definitivi  anche se in realtà il seno operato invecchia come qualsiasi altra parte del corpo per cui è impossibile pensare che il risultato ottenuto con l’operazione si mantenga inalterato negli anni. Anche le protesi mammarie invecchiano e sebbene siano studiate per durare tutta la vita della paziente possono rompersi spontaneamente e quindi devono essere sostituite.

Descrizione tecnica intervento

La mastoplastica additiva può essere eseguita in anestesia locale con sedazione farmacologica o in anestesia generale. La scelta del tipo di anestesia dipende dalle preferenze della paziente e dal grado di difficoltà dell’operazione. Piccole mammelle ben conformate che richiedono impianti sottoghiandolari o sottofasciali possono essere operate in anestesia locale con una leggera sedazione mentre mammelle malformate (ad esempio tuberose) ed impianti collocati al di dietro del muscolo grande pettorale (sottomuscolari dual plane) sono gestite meglio con una leggera anestesia generale. Le protesi mammarie possono essere inserite attraverso tre vie di accesso che sono quella ascellare, quella periareolare (intorno alla emi-circonferenza inferiore o superiore dell’areola mammaria) e quella sottomammaria (a livello del solco sottomammario).

Anche in questo caso la scelta dipende soprattutto dalle preferenze della paziente in quanto a livello della via di accesso prescelta si colloca la cicatrice cutanea finale. Alcuni fattori tuttavia possono condizionare la scelta come ad esempio areole molto piccole che precludono la via di accesso periareolare o mammelle leggermente cadenti che possono suggerire la preferenza per la via sottomammaria. Una volta introdotte nel corpo le protesi possono essere collocate al davanti del muscolo grande pettorale e immediatamente dietro la ghiandola mammaria (posizionamento retroghiandolare) oppure immediatamente dietro la fascia che riveste tale muscolo (posizionamento retrofasciale). Nel caso invece in cui lo spessore dei tessuti sottocutanei (grasso) e ghiandolari sia scarso e tale da non garantire una adeguata copertura della protesi mammaria l’impianto va collocato al di dietro del muscolo grande pettorale (posizionamento retromuscolare o retropettorale). In questo modo la protesi alla fine dell’operazione è in parte coperta dal muscolo grande pettorale ed in parte (zona inferiore e laterale) dalla ghiandola e dal sottocute realizzando così la collocazione dual plane della protesi mammaria. A fine intervento vengono posizionati due drenaggi aspirativi che hanno lo scopo di rimuovere i fluidi che si raccolgono nelle prime ore dopo l’operazione intorno alla protesi mammaria. I punti di sutura sono in genere riassorbibili e non devono essere rimossi.

Strumenti, accessori e protesi

Le protesi possono essere a superficie liscia, testurizzata o rivestite di poliuretano. Esse possono essere di forma rotonda, anatomica o conica e avere proiezioni e altezze differenti. Il contenuto della protesi può essere gel di silicone o soluzione fisiologica (attualmente usata assai di rado). Per meglio apprezzare il volume e la forma che si vuole conferire alla mammella, risultano utili "sizer", di forma e volumi differenti. Il sizer è rimosso prima dell'introduzione della protesi definitiva. Qualora le condizioni anatomiche preoperatorie lo richiedano, possono essere impiantate nelle due mammelle della stessa paziente protesi mammarie con volumi e forme differenti.

Le protesi mammarie sono probabilmente gli impianti più studiati in medicina e per questo motivo tra quelli più sicuri oggi utilizzati. Ciononostante le protesi mammarie, anche quelle delle marche migliori, possono rompersi spontaneamente. Le ragioni di tali rotture spontanee sono molteplici ad esempio un trauma diretto, mammografie, presenza di irregolarità scheletriche toraciche o anche più semplicemente il deterioramento della loro parete in corrispondenza delle pieghe che si formano sulla loro superficie. Molti studi scientifici dimostrano che le rotture spontanee sono possibili anche poco tempo dopo il loro impianto ma che sono più frequenti dopo 10 anni. Per tali motivi tutte le pazienti portatrici di protesi mammarie devono eseguire controlli periodici mediante ecografie che ne controllino la loro integrità. In casi dubbi o dopo 3-5 anni può essere indicato effettuare anche una risonanza magnetica nucleare senza mezzo di contrasto. Tutti e due questi esami strumentali sono innocui in quanto non utilizzano radiazioni ionizzanti ma ultrasuoni e campi magnetici.

Per il confezionamento della loggia che accoglierà la protesi potrebbe talvolta risultare utile l'utilizzo di strumentario endoscopico, specie in caso di accesso trans-ascellare.

Esami preoperatori

Gli esami necessari per una mastoplastica additiva sono quelli necessari per una anestesia locale o generale ossia quelli del sangue e l’elettrocardiogramma. A questi si deve aggiungere una ecografia mammaria ed in alcuni casi anche una mammografia per una adeguata valutazione delle condizioni delle mammelle prima dell’operazione.

Durata della degenza in clinica

Indipendentemente dal tipo di anestesia prescelto il ricovero in clinica è in genere di una giornata. Su richiesta della paziente è possibile anche un ricovero notturno con dimissioni la mattina successiva.
Per quanto riguarda il post operatorio, trascorsi due/tre giorni dall’operazione, la paziente viene visitata nel mio ambulatorio di Milano, dove vengono rimossi i drenaggi chirurgici.

Durata dell’intervento

La mastoplastica additiva tradizionale ha in genere una durata di circa 1 ora e mezza ma situazioni più complesse come quelle ad esempio che si incontrano nei casi di asimmetrie mammarie, mammelle tuberose o revisioni di precedenti interventi chirurgici possono richiedere durate superiori fino anche a 2-3 ore.

Tempi di recupero dopo l’operazione

I tempi di recupero da un intervento di mastoplastica additiva sono molto soggettivi da paziente a paziente anche se in realtà a grandi linee si può dire che 3-5 giorni sono quasi sempre necessari per riprendere l’attività fisica quotidiana come muovere le braccia senza difficoltà, lavarsi, guidare, etc. La doccia può essere effettuata già 5-7 giorni dopo l’operazione mentre per il bagno in vasca o in piscina si devono attendere almeno 15 giorni.
Prima di poter fare sforzi con le braccia come ad esempio sollevare oggetti pesanti da terra devono trascorrere almeno 15-21 giorni in modo da evitare che la contrazione del muscolo pettorale possa provocare uno spostamento della protesi mammaria.  L’attività sportiva può essere ripresa dopo 15 giorni se non coinvolge le braccia mentre si deve attendere almeno un mese per gli altri esercizi.
In tutte le pazienti è indicato l'utilizzo di un reggiseno elastico contenitivo o di altro tipo, secondo prescrizione medica, anche per un mese dopo l'intervento.

Cicatrici

Le cicatrici cutanee di una mastoplastica additiva sono localizzate a livello delle incisioni utilizzate per introdurre le protesi mammarie e quindi nel cavo ascellare o a livello dell’areola o nel solco sottomammario. Tali cicatrici sono permanenti ma con il trascorrere del tempo tendono a vedersi sempre di meno. La loro lunghezza varia a seconda delle dimensioni delle protesi utilizzate ma in genere è compresa tra 3 e 5 cm.

Rischi e possibili complicazioni

I principali rischi e le possibili complicazioni di una mastoplastica additiva sono il sieroma e l’ematoma (ossia una raccolta di siero o sangue nella tasca che contiene la protesi), l’infezione (per prevenire la quale è consigliata una adeguata profilassi antibiotica), la esposizione della protesi mammmaria (dovuta in genere ad un problema di guarigione della ferita cutanea), la contrattura capsulare (ossia l’ispessimento e la retrazione della membrana fibrosa che l’organismo forma sempre intorno alla protesi), la rotazione della protesi mammaria (che diventa un problema estetico soltanto nel caso delle protesi anatomiche mentre invece non provoca alcun difetto nel caso delle protesi rotonde), la dislocazione della protesi mammaria (ossia il suo spostamento dalla posizione iniziale), le pieghe cutanee (che si manifestano quando la protesi è coperta da scarso spessore dei tessuti molli o dopo un dimagrimento post-operatorio) e la rottura della protesi mammaria di cui si è già parlato.

Costi intervento

La mastoplastica additiva ha costi variabili a seconda del tipo di operazione che deve essere effettuata.
Situazioni più complesse come ad esempio quelle in cui sono presenti asimmetrie di forma e volume tra le due mammelle o malformazioni mammarie come le mammelle tuberose o ancora revisioni di precedenti interventi chirurgici (cambio protesi, capsulotomie, capsulectomie) hanno costi maggiori.

In genere i costi vanno dai 5.500 euro in su comprese tutte le spese di clinica, le protesi mammarie le visite e le medicazioni post-operatorie.

Altri interventi associabili

Tutti gli interventi di Chirurgia Plastica Estetica possono essere associati ad una mastoplastica additiva. Le combinazioni più frequenti sono con la rinoplastica (rimodellamento del naso), la blefaroplastica (rimodellamento delle palpebre) e la liposuzione. In questo ultimo caso è possibile riutilizzare parte del grasso aspirato dalle cosce, fianchi o ginocchia per migliorare ulteriormente il risultato di una mastoplastica additiva soprattutto nelle pazienti molto magre o in quelle che subiscono una revisione di una mastoplastica.

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